L’anima antica della cucina romana… la Gricia

La Pasta alla Gricia è la madre di tutte le paste romane. Senza pomodoro, senza uova, senza panna (ovviamente), ma con un sapore che ti mette in riga al primo boccone. È la versione primordiale della Amatriciana, e anche una sorella sobria della Carbonara. Se cerchi la purezza del gusto, la Gricia è la risposta.
Nasce probabilmente a Grisciano, un paesino vicino ad Amatrice, ed è uno dei piatti più antichi della cucina laziale. I pastori la preparavano con quello che avevano a disposizione: pasta, guanciale, pecorino, un po’ di pepe… e l’acqua del fiume. Oggi è un’ode alla semplicità che non perdona gli errori.
RICETTA:
400 g di rigatoni
150 g di guanciale tagliato a listarelle
100 g di pecorino romano DOP grattugiato
Pepe nero macinato al momento
Sale grosso per l’acqua
La Pasta alla Gricia è la dimostrazione che la grande cucina non ha bisogno di tanti ingredienti, ma di quelli giusti e del rispetto per la tradizione. È un piatto schietto, senza fronzoli, come un vecchio romano che ti guarda e dice: “Aho, che te serve de più?”
Nata sui monti, cresciuta tra le mura di Roma, è diventata un simbolo di autenticità. Se la mangi come si deve, senti il guanciale che canta, il pecorino che avvolge, il pepe che punge. E capisci che non serve altro.
Chi cucina la Gricia bene, sa cucinare tutto. Chi la cucina male… dovrebbe ripartire da lì.

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